
il palazzo di Donnafugata(Filangeri-Cutò) ereditato da parte materna.Foto prima del sisma del Belice 1968.
Il principe aveva troppa esperienza per offrire a degli invitati siciliani in un paese dell'interno,un pranzo che si iniziasse con un "potage",e infrangeva tanto più facilmente le regole dell'alta cucina in quanto ciò corrispondeva ai propri gusti.Ma le informazioni sulla barbarica usanza forestiera di servire una brodaglia come primo piatto erano giunte con troppa insistenza ai maggiorenti di donnafugata perchè un residuo timore non palpitasse in loro all'inizio di ognuno di questi pranzi solenni.Perciò quando tre servitori in verde,oro e cipria entrarono recando ciascuno uno smisurato piatto d'argento che conteneva un torreggiante timballo di maccheroni,soltanto quattro su venti persone si astennero dal manifestare una lieta sorpresa:il principe e la principessa perchè se l'aspettavano,Angelica per affettazione e Concetta per mancanza di appetito.Tutti gli altri(Tancredi compreso,rincresce dirlo) manifestarono il loro sollievo in modi diversi,che andavano dai flautati grugniti estatici del notaio allo strilletto acuto di Francesco Paolo.Lo sguardo circolare minaccioso del padrone di casa troncò del resto subito queste manifestazioni indecorose.Buone pietanze a parte,però l'aspetto di quei babelici pasticci era degno di evocare fremiti di ammirazione.L'oro brunito dell'involucro,la fraganza di zucchero e di cannella che ne emanava non erano che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall'interno quando il cortello squarciava la crosta:ne erompeva dapprima un vapore carico di aromi,si scorgevano poi i fegatini di pollo,gli ovetti duri,le sfilettature di prosciutto,di pollo e di tartufi impigliate nella massa untuosa,caldissima dei maccheroncini corti cui l'estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.
Il principe aveva troppa esperienza per offrire a degli invitati siciliani in un paese dell'interno,un pranzo che si iniziasse con un "potage",e infrangeva tanto più facilmente le regole dell'alta cucina in quanto ciò corrispondeva ai propri gusti.Ma le informazioni sulla barbarica usanza forestiera di servire una brodaglia come primo piatto erano giunte con troppa insistenza ai maggiorenti di donnafugata perchè un residuo timore non palpitasse in loro all'inizio di ognuno di questi pranzi solenni.Perciò quando tre servitori in verde,oro e cipria entrarono recando ciascuno uno smisurato piatto d'argento che conteneva un torreggiante timballo di maccheroni,soltanto quattro su venti persone si astennero dal manifestare una lieta sorpresa:il principe e la principessa perchè se l'aspettavano,Angelica per affettazione e Concetta per mancanza di appetito.Tutti gli altri(Tancredi compreso,rincresce dirlo) manifestarono il loro sollievo in modi diversi,che andavano dai flautati grugniti estatici del notaio allo strilletto acuto di Francesco Paolo.Lo sguardo circolare minaccioso del padrone di casa troncò del resto subito queste manifestazioni indecorose.Buone pietanze a parte,però l'aspetto di quei babelici pasticci era degno di evocare fremiti di ammirazione.L'oro brunito dell'involucro,la fraganza di zucchero e di cannella che ne emanava non erano che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall'interno quando il cortello squarciava la crosta:ne erompeva dapprima un vapore carico di aromi,si scorgevano poi i fegatini di pollo,gli ovetti duri,le sfilettature di prosciutto,di pollo e di tartufi impigliate nella massa untuosa,caldissima dei maccheroncini corti cui l'estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.Dal Gattopardo ,parte II-51- il pranzo e varie reazioni.
Timballo alla Gattopardo(Gattò a' francisi)
Per 10 persone usare 800 gr di farina,400 gr di strutto,200 gr di zucchero,4 uova,un bicchiere di Marsala e una presa di sale.Fare la pasta senza lavorarla troppo, e lasciate riposare per 3 ore.Spianare la pasta con il classico mattarello,lo spessore della pasta dovrà risultare non più alta di un centimetro e mezzo.Ritagliatene un disco, e mettere in una teglia con diametro cm 30 e profonda,tagliare una striscia alta come i bordi,che ricoprirete unendo al disco,avendola prima unta e cosparsa di pangrattato.
Preparare il condimento,tritare e soffriggere,cipolla, sedano,carote, aggiungere poi 500 gr di fegatelli di pollo e ovette non nate,100gr di prosciutto cotto,150 gr di funghi secchi precedentementi ammollati in acqua calda x fare rinvenire,se invece avete funghi freschi basteranno 250 gr;il tutto dovrà essere tagliuzzato e insaporito in 1 bicchiere di Marsala( personalmente trovo più proporzionato 2 bicchieri di Marsala),con 10 gr di cannella,pepe nero in grani,sale,pistacchi q.b sgusciati e resi morbidi in acqua bollente,unire 1 cucchiaio di fecola di patate sciolta e senza grumi in acqua fredda.Preparate una béchamel classica ed abbondante,con la quale ,unendo 100 gr di parmigiano reggiano, condirete 600 gr di maccheroncini rigati e spezzettati,già precedentemente cotti molto al dente.Versare nella teglia la metà dei maccheroncini,poi la finanziera già preparata e ricoprire con il resto dei maccheroncini.Coprire con un'altro disco di pasta avendo cura di pulire i bordi della teglia,spennellare con uovo ben sbattuto in un pò d'acqua fredda.Infornare a 145/150 gradi per una 15 di minuti.Lasciare riposare il timballo per 15 minuti poi servire.
