Ingredienti

zucchero 170 gr-cedro candito 170 gr-olio evo 85 gr-burro 85 gr-uvetta sultanina 170 gr-pinoli 170gr-1 uovo-lievito di birra 25 gr- semi di anice a piacere.
Mettere la farina a fontana,nel vuoto sbiciolate il lievito e l'acqua leggermente calda, lavorare la pasta che deve risultare della consistenza come fosse pane.Lasciare lievitare coperto al caldo fino a quando il volume risulta raddoppiato,rovesciate sulla spianatoia, spianare con il palmo della mano, unire i canditi tagliati a dadini, i pinoli,l'uvetta leggermente infarinati, perchè s'incorporano meglio nell'impasto, l'olio,il burro, lo zucchero e 2 cucchiai di semi d'anice.Lavorare la pasta per 10 minuti, arrotolatela a ciambella, porla in una tortiera leggermente infarinata ed imburrata, e mettere nuovamente coperta al caldo per lievitare ancora e calcolate che debbono passare 3/4 ore, spennelare con il rosso d'uovo e con un cortello incidere lievemente centinando la pasta.Infornare a 180 gradi per circa 3/4 d'ora dipende dal forno.*
*Perchè il dolce è delle zitelle e delle ragazze in cerca di marito e auspici di matrimonio= la tradizione secolare vuole che il 29 gennaio ,giorno di San Costanzo uno dei tre patroni della città di Perugia(gli altri 2 San Ercolano e San Lorenzo), da tutti i rioni della città e sopratutto dal contado le ragazze vestite a festa andavano e vanno alla piccola chiesa di San Costanzo, una volta quasi al limite della città ,chiesa antica, ultimamente sono iniziati scavi che hanno portato alla luce resti romani e per la primavera è prevista l'apertura alla cittadinanza dei manufatti emersi.La tradizione vuole che le zitelle e le ragazze da marito nei tre giorni di festeggiamenti vanno a scrutare il quadro che ho messo nel post, e guardano il gioco di luci riflesse sull'immagine di San costanzo traggono auspici sè il santo fà l'occhiolino vuol dire che entro l'anno o trovano il fidanzato o addirittura si sposeranno.Una volta i ragazzi molto timidi,specialmente i campagnoli, perchè l'Umbria è di vocazione agricola, quando gli piaceva una ragazza ma non avevano il coraggio di dichiararsi verbalmente, infilavano un torcolo al braccio della ragazza corteggiata, se questa teneva il torcolo voleva dire che acconsentiva al corteggiamento ed al matrimonio, altrimenti si tenevano il torcolo ,ma esclamavano,no nnèl vojo(non ti voglio)Oppure dicevano rivolgendosi al santo che non aveva schiacciato l'occhietto,San Costanzo famme l'occhietto sinnò n'ciartonno( San Costanzo fammi l'occhiettietto altrimenti ci ritorno!).San Costanzo visse nel 2 secolo e fù decapitato nel 178, sotto la persecuzione di Marc'Aurelio. ed il torcolo .come vuole la tradizione fù inventato per nascondere il capo reciso del santo.Un vecchio proverbio purugino predica san Costanzo della gran freddura, San Lorenzo della gran calura tutti e due poco durano, infatti quando ancora il clima non era cambiato, sicuramente ci sarebbe stata la neve e la tramontana che spargeva il profumo del torcolo per la città,e ancora mi ricordo l'odore per me non gradito dell'anice nell'aria, profumo forte perchè i forni dei panettieri andavano rigorosamente a legna, e nelle case umbre si ci scaldava con il grande camino della cucina, tipico nella struttura della casa umbra, gli abbienti avevano la stufa economica ecc....Giorno 29 tutti i panettieri della città , gareggiano a chi fà il torcolo più grande e più buono, si aprono i battenti di "PALAZZO DEI PRIORI" ed il Sindaco offre ai cittadini torcolo e vin santo, sarà la popolazione che deciderà e voterà il torcolo più buono......! e Perugia entrerà nel futuro perchè verrà inaugurato il primo tratto del "Minimetrò" che unisce la zona stadio all'acropoli, il secondo tratto è in progettazione e arriverà a Monteluce
26 commenti:
Anche il dolce delle zitelle chiamate in siculo "bizzocche"
non li conoscevo.
Vasuneddi e bona nuttatedda.
Mischinedde, non sapevano cosa perdevano a restare senza zito...
Si è vero, ho finalmente realizzato che appartieni anche tua alla casta delle crocerossine, senzaltro in linea di massima gradevoli, ma a volte un pò troppo... diciamo snob per educazione.
Non sono dell'idea di fare di ogni erba un fascio, ma sicula sugnu. .
Al matrimonio di una lontana parente di mamma,(partecipavano tutte al completo,inamidate ed impettite),mentre stavo "incipriandomi il naso" arrivò a guisa di un ciclone la Maria Pia di turno e con tono perentonio mi invitò a farla passare avanti.
Alla mia cortese domanda se si sentiva male..mi guardo stupeffata e si allontanò.
Non sei così ,è vero?
Quali sono le previsioni per il tuo
ammaccamento?
In qualche modo si farà.
Un caro abbraccio , buona notte.
nonna fusion
Mi sembra molto appetitoso.
“ S. Costanzo dall’occhio rotondo famme l’occhietto sinnò n’ciartorno”.
Un abbraccio.
Fatima
Allora è il mio dolce!!!
Ciao Marcella, buona domenica
Gabry
Mi piace il dolce delle zitelle...
Buona domenica, Francesca
Grazie per essere passata dal mio blog. Il tuo comunque è sempre da vedere, ci sono sempre belle ricette anche solo da guardare! Faeto è uno splendido borgo cittadino nell'interno foggiano, ci sono stato una volta due estati fà, ti assicuro che l'aria che si respira è un misto tra anni '80 ed anni '90, le auto tutte rotte, le stradine in pendenza ed una sola farmacia che funziona 24h/24h. Ci sono quattro anime vive ma ti assicuro che è un presepe, la sagrà merita di esser vista. Un saluto ed alla prossima.
@ Gabry, non è solo il tuo dolce, ce ne sono tante di single in Italia, consolati con questo! Sono uomo e sono single anche io, per scelta altrui.
fortissimo il fatto che anche se lui non le piaceva il torcolo se lo teneva lo stesso! ahah!
grazie! mi è piaciuta tanto questa storia che a quanto ho capito è proprio della tua terra.
baci e buona domenica!
Che poesia questa storia dei fidanzamenti timidi...non è proprio più così la situazione ma il dolce delle zitelle è sempre attuale..:)) Elga
ihih..molto interessante questo dolce!mi piace sempre leggere di queste tradizioni, dovrebbero non perdersi!
Buona domenica!
Buona Domenica
anche a te.
Ciaoooo
Marcella, sono ripassato
per chiederti di SMENTIRE
la NONNINA.
entrambe bellissime terre!
buona domenicaaaa
dolci, dolci, ieri sera ho mangiato così tanto che oggi mi sa che non vado oltre un risotto.., e non è da me! :-)
buona domenica. ciao!
Mi fa ridere il dolce delle zitelle! Ma io son fidanzata lo posso mangiare lo stesso ??? :-)
Buona domenica anche a te !
http://ricettedafairyskull.myblog.it/
Ho appena letto il tuo interessante racconto.Sai che non conosco Perugia? Abbiamo deciso di passare qualche giorno quest'anno, passando per scendere in Calabria. Stiamo visitando dei siti per trovare un agroturismo. Il dolce, che dirti? devessere buono io adoro l'anice e mi piacerebbe sentire il profumo che si sparge per le vie, e mangiarne un pezzo caldo caldo. Grazie per le tue interessati infromazioni. Mariluna
Quanto mi piacciono queste storie di tradizione popolare, non hai idea. Il dolce poi, deve essere buonissimo!
Buona domenica!
Ciao zenzero, ogni tanto passo dal tuo blog e oggi vi ho ytrovato questa ricetta del dolce che già avevo assaggiato perché a Perugia ci vado molte volte.
Anzi, sono stata qualche anno fa invitata dall'Accademia Italiana della Cucina locale per festeggiare che finalmente l'autentica, la vera ricetta del Torcolo di San Costanzo, che risale al 1595, era stata depositata e registrata davanti al notaio con tanto di verbale in carta bollata!
Marina
Bella ricetta e simpatica questa usanza, che ormai si sarà perduta... non conoscevo questa tradizione umbra
A presto
mi piacciono tantissimo i tuoi post, piene di immagini e di notizie interessanti. Grazie e buona settimana anche a te!
Bella questa ricetta sono andata a vedere ma non ho trovato immagini per capire come sono fatte... cercherò nei ricettari regionali che ho a casa :)) Buon inizio settimana anche a te Marcella :))
MArcella la mia mail la trovi in alto cliccando la mela:)) grazie;)
ciao Caravaggio,complimenti per il blog,l'ho inserito tra i miei preferiti
;D Mirtilla
Ciao Marcella, che bel racconto!! E siccome mi ci riconosco tanto (essendo super-zitella mio malgrado), sai che faccio? Domani faccio un mega ingrandimento della foto che hai messo e la fisso senza tregua sperando che San Costanzo non mi neghi un aiutino... :-D :-D
e... domani è san costanzo!!! la città profuma di anice, tutti stanno in casa a far ciambelle (io forse passo.. ho tanto bisogno di dormire!) e, sempre domani, a perugia si inaugura il mini-metrò: sarà una bella giornata di festa :-D
Grazie Marcella :)
La ricetta è buona ma sono due passi della storia che mi lasciano perplesso. "...altrimenti si tenevano il torcolo ,ma esclamavano,no nnèl vojo(non ti voglio). "Nnel' vojo", significa non LO voglio non "non TI voglio". Oppure dicevano rivolgendosi al santo che non aveva schiacciato l'occhietto,San Costanzo famme l'occhietto sinnò n'ciartonno(San Costanzo fammi l'occhiettietto altrimenti ci ritorno!) N'ciartonno o n'ciartorno, vuol dire non ci ritorno, evidentemente non sarebbero tornate dal Santo.
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